giovedì 28 luglio 2011

Com'è fatta myR100GS? Parte 1

Tutti quando vedono la moto mi chiedono le sue caratteristiche e in cosa differisce da una normale BMW R100GS, vediamo quindi se in questo primo post a cui ne seguiranno altri, soprattutto fotografici, riuscirò a rispondere a questa domanda.....

myR100GS parte da 3 componenti fondamentali su cui è stata poi sviluppata l'intera moto: telaio, motore, serbatoio.
Il motore è l'unica parte che non ha subito interventi di modifica se non una completa rigenerazione della meccanica e delle parti esterne, l'unica differenza i coperchi teste che sono quelli stondati orginali delle moto da gara delle prime Dakar.
Il telaio è stato vernicato in bianco nella parte anteriore e celeste nella parte posteriore (reggisella/portapacchi), le parti sporgenti (paracilindri, maniglia passeggero, manubrio, specchietti, cavalletto laterale) in nero opaco, è questo lo schema delle prime moto BMW alla Dakar anche se con colori diversi.
Il serbatoio, parte caratteriale e fondamentale della moto è lo stesso modello usato sempre alla Dakar da Hubert Auriol ed è in alluminio, leggerissimo e di capienza pari a circa 40 litri.

Su queste basi abbiamo lavorato per rendere la moto funzionale nei viaggi a media/lunga distanza, ma anche per l'uso di tutti i giorni, il cupolino nella parte esterna deriva da quello di una BMW K75, nella parte interna ha la base portastrumenti della terza serie GS con 2 grossi strumenti (contakm e contagiri), quello di destra, il contagiri, è stato sostituito da una piastra in alluminio grezzo che ingloba contagiri e voltmetro/amperometro originali BMW.

Il fanale, rettangolare, è protetto da una funzionale ed esteticamente gradevole griglia color alluminio, gli indicatori di direzione anteriori BMW sono stati applicati al telaietto artigianale che regge tutto il cupolino, al manubrio, anche questo originale BMW è applicata una presa di corrente tra i due risers che alzano il manubrio di un paio di cm, nel centro trova posizione un GPS Garmin Zumo 660 con piastra di fissaggio Touratech V 2.0.

Fermandoci sempre all'anteriore abbiamo forcella e gruppo freno di serie ma con tubazione in treccia metallica, il radiatore olio è stato riposizionato in un punto più sicuro e protetto con una piastra di alluminio forata, i cerchi anteriore e posteriore dopo una infelice prova di colorazione celeste sono stati anodizzati in nero opaco con i raggi cromati, pur essendo tubeless sono state applicate le camere d'aria per una maggiore sicurezza in fuoristrada.

La sella deriva da un modello stradale che aveva il piano di seduta sfalzato, è stato quindi messo a pari livello imbottendo la parte anteriore, anche se a mio giudizio mi sembra un po' troppo dura, la colorazione grigio/azzurra riprende quella dell'HP2 e del cromatismo che domina tutta la moto.

I cavi candele rossi NGK sono una gentile concessione di Franco Gavazzi, sono poi stati montati i supporti borse originali con barra di rinforzo al parafango mantenendo fianchetti laterali e marmitta cromata, gli pneumatici sono dei Metzeler Tourance.

I colori e le grafiche: io avevo scelto soltanto i colori di base bianco/celeste come da logo BMW, poi la moto è nata piano piano con delle idee comuni sulle quali ha comunque prevalso alla fine la cura estetica di Fausto Peruzzi, sua è la soluzione del logo BMW grande sul serbatoio che va a chiudere le due strisce adesive colorate con i cromatismi sportivi BMW, la striscia celeste che dal serbatoio continua sulla sella è stata "vista" per prima da Alberto Peruzzi, insomma, ognuno c'ha messo del suo, soprattutto Andrea che ha fatto rinascere il motore in modo egregio.

Continua in questo post ed altri che seguiranno con implementazioni che arricchiranno la moto in futuro.......